Aumentare le conversioni riducendo la confusione

Quando progettiamo dei siti web, lo facciamo per comunicare un messaggio ai nostri utenti. Uno dei maggiori problemi che dobbiamo affrontare nel veicolare questo messaggio è la confusione.

Quando i visitatori incontrano un sito web che percepiscono come confuso o disordinato, nella maggior parte dei casi, lo abbandonano; un sondaggio condotto da Burst Media mostra che il 30% dell’utenza abbandona un sito immediatamente se la percezione di esso è confusa.

Un sito disordinato fa sentire gli utenti irrequieti. Hanno un obiettivo da raggiungere ma la situazione li ostacola. Se il tuo sito è un casino, lavorare con te sarà lo stesso?

Joe Ardeeser, Jordan Crown Design

Ma come possiamo sapere se il nostro sito è troppo disordinato? Dopotutto nessuno progetta un sito con l’intento di confondere o irritare l’utenza.

 

Controllare il livello di confusione

Ci sono diversi metodi per capire se si è costruito un sito troppo confuso. Lo user testing è sempre il metodo migliore perché fornisce un vero feedback da delle persone reali. Non useranno sempre il termine confuso per descrivere il sito. Potrebbero dire: “Il sito è troppo pieno”, “Non riesco a trovare le informazioni che cerco”, “Non so dove cliccare”, “C’è troppa roba”.

In pratica, se l’utente è sopraffatto e non sa dove guardare, il sito è da rivedere. Però lo user testing è costoso e necessita di parecchio tempo. Per questo motivo esistono altri strumenti per giudicare se il nostro sito è troppo confuso:

Five Seconds Test (visita il sito) – Presenta una pagina web a dei tester per un totale di 5 secondi. Dopo questa quantità di tempo, i tester non possono più vedere la pagina ma gli viene chiesto di rispondere a delle domande riguardo a cosa hanno memorizzato. L’obiettivo è di presentare le informazioni in un modo che gli utenti possono ricordare; se il sito è confuso probabilmente i tester non riusciranno a ricordare le informazioni che vogliamo comunicargli. Ci sono alcune opzioni gratuite e l’opportunità di creare un account pro.

Clutter Test (visita il sito) – Uno strumento di testing completamente gratuito; utilizzando un algoritmo, il test misura il grado di confusione. Secondo le loro ricerche, qualsiasi risultato inferiore al 50% è un buon risultato. Per farsi un’idea di come i siti vengono misurati: Google ha ottenuto una valutazione pari al 16% mentre Yahoo! ha ottenuto l’86%.

 

Prevenire la confusione

Un sito confuso, solitamente, è il risultato di un sovraffollamento di informazioni in una singola pagina. Naturalmente certe informazioni devono essere sottolineate ma quando ci sono troppe cose da evidenziare è facile che la situazione diventi insostenibile.

Il metodo utilizzato da Joe Ardeeser richiede una profonda pianificazione del lavoro e diverse fasi di revisione:

  • Dare la priorità agli elementi caratteristici. L’utilizzo degli stili deve creare un’idea di priorità tra gli elementi.
  • Rimuovere gli oggetti non necessari.
  • Creare wireframe e grafiche che siano basate sulle intenzioni degli utenti.
  • Nascondere le informazioni meno importanti ma renderle reperibili attraverso una navigazione chiara.

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Quando ci sono troppe informazioni importanti in una singola pagina, ogni cosa combatte per attirare l’attenzione distraendo l’utente dal suo scopo primario. Art Webb disse a tal proposito:

If you make everything bold, nothing is bold.
Se rendi tutto grassetto, niente è grassetto.

 

Ridurre la confusione

Il primo passo da affrontare: Dare la priorità a ciò che è importante.

Alcuni credono che tutte le pagine debbano essere accessibili da ogni posizione. Questo può essere ottenuto grazie a dei menu ben organizzati e alle site maps; non è necessario spremere tutto in una singola pagina.

Assegna una missione ad ogni pagina e includi solo le informazioni necessarie a compiere quella missione.

Una volta che ogni pagina ha la sua priorità è il momento di ridurre. Taglia tutto ciò che non è necessario al completamento della missione. Bisogna abbracciare il mantra del minimal design “Less is more”.

Dopo aver sfoltito tutto il materiale non necessario, testa nuovamente il tuo sito. Se i contenuti appaiono ancora una volta confusi, bisogna ricominciare. Questa volta elimina tutto ciò che può essere rimosso senza intaccare il messaggio principale.

Quando progettiamo un sito dobbiamo tenere a mente che non stiamo componendo un collage di contenuti ma uno strumento di comunicazione. Deve trasmettere un messaggio all’utente nell’esatto momento in cui apre la pagina web. Alcuni utenti sono disposti a dare solo quei 5 secondi al tuo sito. Fai in modo che quei pochi secondi siano la ragione che li farà rimanere.

 

 

Credits: webdesignerdepot.com

La formula perfetta: Marketing + Comunicazione

C’è una linea molto sottile tra la comunicazione e il marketing. Con l’onnipresenza dei social media e la costante ricerca di originalità, è molto facile confondere queste due diverse attività.

Il marketing è la sagoma del prodotto finale: concepire un prodotto significa pensare in primis a come lo si vuole presentare.

La comunicazione, invece, è l’attività relativa al messaggio che si vuole trasmettere e si basa sulla composizione e lo studio delle parole perché rispecchino esattamente il prodotto finale.

Marketing e comunicazione non si intrecciano, ma corrono paralleli in un perfetto equilibrio.

Trovare questo equilibrio non è facile, ma neanche impossibile. Un marketing mirato e congiunto ad una comunicazione di spiccato valore, porta il cliente a vedere un prodotto molto più interessante di quello che realmente è.

E’ importante conoscere, capire e sperimentare il proprio prodotto. Solo così si arriva ad un connubio di marketing+comunicazione che porta al successo, arrivando infine alla creazione di un marchio.

I clienti comprano un prodotto ma strisciano le carte di credito sul marchio. Hanno bisogno di sentirsi a proprio agio e in relazione con il brand per potersi fidare e acquistare anche più di una volta.

Le iniziative legate al prodotto e le attività di marketing e comunicazione devono sempre essere allineate alla strategia e al valore che diamo al marchio.

L’equilibrio tra marketing e comunicazione fa sì che il Cliente abbia una determinata aspettativa nei confronti del nostro prodotto e che lo consideri di valore.

La chiave del successo? Trovare questo equilibrio!

credits: economistgroup.com

 

Il marketing transpersonale

Il 15 maggio, Mirko Pallera, CEO di Ninja Marketing, ha presentato durante il Philip Kotler Marketing Forum un nuovo concetto che potrebbe rivoluzionare il marketing come lo conosciamo. Il Marketing Transpersonale fonda il suo approccio teorico sulle ricerche della “psicologia transpersonale”.

Questa disciplina studia gli stati di coscienza non ordinari che si manifestano nell’uomo. Secondo i teorici la coscienza umana è in continua evoluzione e attraverso questa evoluzione i bisogni dell’uomo stanno venendo lentamente integrati da valori immateriali. Ne deriva dunque che il marketing, focalizzato sui bisogni del singolo individuo, sia incapace di soddisfare interamente i desideri dell’uomo.

Perché la necessità di un nuovo marketing?

In un’epoca in cui il concetto di felicità non è più legato alla soddisfazione dei desideri materiali dell’uomo, il marketing deve cominciare a soddisfare anche i nuovi desideri di ordine valoriale.

I desideri immateriali di cui stiamo parlando si identificano con quei bisogni universali come: la giustizia sociale ed economica, il rispetto dell’ambiente, etc…

Lo sviluppo economico deve quindi tenere conto di questa visione più spirituale ed emotiva per riuscire a interessare i nuovi compratori.

Qual è l’obiettivo?

La soddisfazione dei bisogni dell’uomo, inteso, non come individuo, ma come comunità. Il Marketing Transpersonale dunque punta alla felicità dell’uomo.

FONTI: ninjamarketing.it

Come scrivere un buon blog post

Una lista delle principali caratteristiche che dovrebbe avere ogni post del vostro blog per essere efficace…

 

Url

E’ una delle prime cose che viene letta dai motori di ricerca, non dimenticate quindi di includere le keyword più significative senza stravolgere però il significato per i vostri lettori.

 

Headline

Il titolo è fondamentale per catturare l’attenzione sia dei lettori che dei motori di ricerca. Anche in questo caso è fondamentale inserire le parole chiave principali legate all’ articolo ed è poi necessario mantenere la coerenza con quanto annunciato e con quello che man mano scrivete.

 

Keyword

Riempire il vostro post con parole chiave al solo fine di essere trovati non è mai un buon approccio (anzi nella maggior parte dei casi comporterà una penalizzazione) … tuttavia effettuare una ricerca su quali sono gli argomenti maggiormente ricercati in rete nel momento in cui state scrivendo ( Google Trend, oltre al Keyword Planner di Adwords, può darvi una mano) non è sbagliato e può anzi aiutarvi a decidere su cosa scrivere.

L’importante è poi inserire, all’interno del testo, le parole chiave in maniera “naturale” senza forzature e senza mai dimenticare che il post deve essere piacevole da leggere per i vostri utenti.

 

Gergo tecnico vs Linguaggio informale

Qui risulta difficile dare una regola in quanto, a mio parere, l’utilizzo di un gergo tecnico o meno dipende esclusivamente dal tipo di follower che avete, dagli utenti che volete attrarre e più in generale dall’argomento che state trattando.

L’articolo che sto scrivendo, ad esempio, si rivolge (almeno nelle intenzioni) ad un utenza le cui uniche conoscenze richieste siano quelle generali legate al blogging e al mondo di internet. Non voglio rivolgermi ad esperti del settore (che queste cose già le sanno) e quindi non ho bisogno di scendere in tecnicismi magari non comprensibili dai più.

Se per sua natura il vostro blog o il vostro articolo si vuole rivolgere ad un’utenza evoluta è invece d’obbligo cercare di essere più tecnici possibili per mostrare che conoscete approfonditamente la materia che state trattando.

 

Fonti ed immagini

Vanno sempre citate le fonti e bisogna assicurarsi che ogni immagine che volete inserire possa essere utilizzata.

 

Sezioni e sottotitoli

Se volete aumentare la leggibilità del vostro articolo non dimenticate di spezzarlo in paragrafi ognuno con il proprio sottotitolo. La maggior parte dei lettori scorrono il vostro articolo soffermandosi sulle parti che ritengono più interessanti.

 

Paragrafi

Nell’ ottica di quanto sopra esposto i paragrafi devono essere sufficientemente brevi.

 

Link interni

Per aumentare le probabilità di avere un’interazione da parte dei tuoi lettori,  è importante inserire un buon numero di link ad altri contenuti del vostro blog. Questo serve anche per dare un’immagine più precisa di quello che fate e di come lo fate.

 

Condividere

I bottoni dei principali social devono essere facilmente identificabili per ricordare ai vostri lettori che possono condividere l’articolo se l’hanno trovato interessante.

 

Commenti

Avere dei feedback può darvi una valida indicazione per i vostri prossimi post da pubblicare oltre che generare interazione con i vostri lettori… abilitate sempre i commenti sui vostri articoli!

 

Conversioni

Lo scopo di un blog post è quello di convertire il lettore in potenziale cliente. Inserire form di richiesta informazioni o rendere evidenti i nostri contatti è un modo per aumentare le possibili conversioni.

 

Responsive

Il vostro post, come del resto tutti i vostri contenuti, devono essere ottimizzati per essere visualizzati anche sui dispositivi mobile in modo da non limitare in nessun modo la tipologia di utenza.

 

Ritenete queste regole importanti? Ne avete altre da suggerire?

Buon weekend!

credits: hubspot

 

 

 

 

 

 

Homepage: come renderla efficace.

La pagina più visualizzata di un sito web è sicuramente la homepage. Normalmente, infatti, la homepage è il più vecchio url dell’intero sito e per questo motivo contiene il maggior numero di link entranti  (inbound links). Inoltre la quasi totalità delle visite dirette arrivano su di essa e infine non dimentichiamoci che sui vari canali di marketing la homepage è sempre presente.

 

Per questi motivi la homepage è la pagina più importante del nostro sito e ha il potere di convertire gli utenti in nostri followers o al contrario fare abbandonare al visitatore la navigazione.

 

Sicuramente una homepage efficace deve spiegare in maniera chiara e immediata chi siamo come azienda, quali sono i servizi o i prodotti che offriamo ma soprattutto dovrebbe far capire all’utente se quello che offriamo è adatto alle sue esigenze e se noi, rispetto ai nostri competitors, siamo maggiormente indicati a vendergli il nostro prodotto o servizio.

 

Ancora una volta, questo si ottiene attraverso il contenuto. Non mi dilungherò oltre visto che ho già affrontato la questione in questo articolo sul content marketing. Ovviamente, visto che stiamo parlando di homepage, ecco che il contenuto non va inteso solamente come testuale ma anzi diventano maggiormente efficaci altri formati come ad esempio i video che, se ben realizzati, hanno la capacità di trasmettere un concetto e incuriosiscono sicuramente di più l’utente.

 

Una homepage efficace dovrebbe rispondere preventivamente alle domande che gli utenti ci pongono. Qualsiasi forma di marketing è più efficace quando è scritta e disegnata per il lettore. In questo ambito si inseriscono tutti gli accorgimenti per migliorare la UXUser Experience tra i quali si colloca anche il trovare un modo chiaro di navigare il nostro sito. Una navigazione intuitiva permette all’utente di muoversi nel sito trovando in maniera semplice quello che sta cercando.

 

Non dimentichiamo poi le call to action. Qualsiasi utente che si trovi su un sito è lì per compiere un’azione:  che sia quella di finalizzare un acquisto, informarsi su un servizio offerto o trovare semplicemente un contenuto poco importa. La homepage deve il più possibile indurre l’utente ad intraprendere l’azione. Ecco quindi che form di iscrizione alla newsletter, offerte e promozioni in caso di e-commerce o  form per quotazioni di servizi offerti devono essere concepite e presentate in maniera ottimale.

 

Il design infatti è un altro e forse più importante aspetto che contribuisce a rendere efficace la nostra homepage. Prima ho parlato di UX ma, in questo ambito,  è sicuramente più corretto parlare di UX Design. Non bisogna infatti confondere il design con gli elementi grafici. Un design efficace è innanzitutto responsive per assicurare che la nostra homepage possa essere visualizzata al meglio anche su dispositivi mobile come smartphone o tablet.

 

Più in generale il design non solo deve essere esteticamente curato ma deve aumentare anche la leggibilità dei contenuti, presentando gli elementi più importanti negli spazi della pagina su cui tipicamente l’occhio del lettore ricade con maggiore frequenza. Un design di questo tipo deve aumentare, in definitiva, l’usabilità del nostro sito mettendo l’utente a suo agio e dandogli la possibilità di muoversi tra i contenuti in maniera semplice.

 

L’ ultimo aspetto, ma non per importanza, è quello di aumentare la credibilità del nostro brand. Questo si può ottenere, sia citando esperienze positive di nostri clienti sia magari, in maniera più diretta, mostrando sotto forma di icone quali sono le nostre certificazioni relativamente ad un processo aziendale o se abbiamo ricevuto accreditamenti da qualche organizzazione la cui notorietà sia diffusa. Lo scopo principale è quello di guadagnare la fiducia dell’utente.

 

Il sapere bilanciare gli aspetti sopra analizzati, non dimenticandosi mai della primaria importanza del contenuto, può senz’altro migliorare la nostra homepage e più in generale il nostro sito… voi cosa pensate a riguardo? Avete qualche homepage da segnalare che ritenete possa essere presa come esempio?

 

credits: hubspot.com 

 

Blog aziendale: conviene averne uno?

In questo articolo avevamo già sottolineato l’importanza di mantenere il proprio sito web sempre aggiornato e in questo altro parlavamo del content marketing. Ma con la diffusione e l’utilizzo sempre crescente dei social network la domanda può sorgere spontanea: conviene ancora avere un blog sul proprio sito? Il blog può essere ancora considerato uno strumento di marketing attuale?

 

Proviamo a vedere, relativamente ai blog aziendali, qual è il trend in America, ricavando i dati da questo interessante ebook intitolato An introduction to business blogging:

  • circa il 40% delle aziende americane utilizzano il blog come strumento di marketing;
  • le aziende che utilizzano un blog hanno il 55% di visite in più rispetto a quelle che non lo fanno;
  • le realtà B2C che fanno blogging ottengono l’88% di contatti mensili di clienti potenzialmente interessati (i cosidetti leads) in più rispetto a quelle che non lo fanno;
  • infine le aziende B2B, grazie all’utilizzo di un blog, ottengono il 67% in più di leads mensili rispetto a quelle che non lo utilizzano;

 

A questo punto penso che anche i più scettici possano essere convinti dell’importanza di un blog anche per la propria azienda.

Ma quali sono i fattori che contribuiscono a determinare il successo di un blog? Quelli più legati ad un’ottica SEO sono:

  • Frequenza;
  • Keyword;
  • Ottimizzazione del post;

Lo scopo principale di un blog post è quello di generare traffico organico (ottenuto tramite la ricerca su Google) verso il nostro sito. La frequenza di pubblicazione, oltre a garantirci un maggior numero di pagine indicizzate sul motore di ricerca, è fondamentale per generare followers ovvero utenti che ritornano periodicamente sul blog perchè interessati ai nostri contenuti.

 

Le parole chiave che utilizziamo all’interno del nostro articolo sono quindi fondamentali perché hanno la capacità di veicolare il traffico di ricerca verso l’articolo. Un approccio corretto sarebbe infatti quello di analizzare quali sono i trend delle ricerche che ruotano attorno all’argomento su cui vogliamo scrivere e cercare poi di inserirle nel nostro articolo per cercare di ottenere il numero di visite maggiori.

 

L’ultimo aspetto, quello più squisitamente SEO, ci ricorda dell’importanza di ottimizzare il nostro blog per i motori di ricerca:

  • tag title e meta description;
  • utilizzo di h1, h2, h3;
  • densità della parola chiave;
  • utilizzo di immagini con i tag appropriatamente settati;
  • presenza di eventuali link all’interno del nostro articolo;

 

Per farla breve è sufficiente seguire tutte le indicazioni che un buon plugin SEO per il tuo CMS è in grado di darti.

 

Se abbiamo seguito tutti i punti elencati sopra, i nostri utenti ci stanno trovando… ma perchè dovrebbero leggere il nostro articolo? Ora che abbiamo ottenuto visibilità, dobbiamo generare fiducia nell’ utente che potrebbe presto o tardi diventare nostro cliente.

Cerchiamo di mostrarci leader nel proprio settore… se abbiamo qualche informazione tecnica o dettagliata da condividere con i nostri lettori facciamolo. Le risposte alle domande più frequenti dei nostri clienti sono un ottimo argomento per un blog post: è fondamentale però dare risposte concrete e non finalizzate alla proposta diretta di vendita di un nostro prodotto o servizio.

Il blog va visto come un’opportunità per mostrare le nostre competenze ed esperienze in un determinato settore e va utilizzato per dare autorevolezza al nostro brand. La generazione di fiducia deve passare attraverso il contenuto che abbiamo scritto!

Non ne siete convinti? Sondaggi recenti dimostrano che il 71% degli intervistati ha dichiarato che la decisione di acquistare un determinato prodotto è derivata da ricerche effettuate su blog… e voi, cosa aspettate ad aprire uno?

 

 

 

Content Marketing: che cos’è?

E’ un argomento continuamente dibattuto ed anche a chi non lavora nel settore sarà capitato di sentirne parlare… ma che cos’è il content marketing e perché è così importante?

 

Con l’avvento di internet e con l’ulteriore spinta data dalla diffusione di tutti i dispositivi mobile, reperire informazioni in qualsiasi situazione o luogo in cui ci si trovi è diventato un gioco da ragazzi: per questo motivo, nella nostra società si tende a dare sempre più valore alla conoscenza ed alle informazioni riguardanti un particolare argomento.

 

Il content marketing è questo: ottenere la fiducia dei potenziali clienti grazie alle informazioni che ci riguardano. Niente di nuovo, direte voi!

 

In realtà, le statistiche mostrano che qualcosa di nuovo c’è:  il 70% dei clienti preferiscono sapere chi siamo non più tramite la pubblicità che facciamo, ma tramite i contenuti che produciamo.

 

In quest’ottica va letta l’importanza dei blog aziendali, della scrittura di articoli sui social network e in generale di tutti i contenuti informativi che sviluppiamo: il messaggio che lanciamo e che il Cliente vuole percepire è che siamo veramente degli esperti in quanto siamo in grado di dettagliare, tramite i contenuti che produciamo, il nostro prodotto/servizio fornendo tutte le risposte che il Cliente si aspetta.

 

La generazione di fiducia passa attraverso il contenuto perché dà un’idea più genuina del nostro brand e getta le basi per costruire il futuro rapporto con il Cliente. La semplice pubblicità non permette di dare le stesse risposte, e molte volte non coinvolge il cliente come può farlo invece la lettura di un articolo riguardante il nostro prodotto o servizio.

 

Ovviamente, per tutte le premesse che abbiamo fatto, risulta semplice capire che questo concetto trova la sua applicazione online ed ha il vantaggio di raggiungere un numero di utenti sempre maggiore grazie al continuo aumento del numero di persone che utilizzano internet.

 

Ma come si fa, nel concreto, a fare del buon marketing online? Il primo passo è naturalmente il contenuto: il consiglio è di affidarsi per la scrittura a copywriter capaci, in grado di aumentare le possibilità che la lettura dell’articolo o l’acquisizione dell’informazione che abbiamo prodotto generi quella che in gergo è chiamata call to action: il risultato che vogliamo ottenere è che il potenziale cliente si sia interessato al nostro prodotto/servizio a tal punto da chiamarci per voler maggiori informazioni o mandarci una e-mail per richiedere un’offerta.

 

Il passaggio successivo è diffondere il contenuto: non solo pubblicandolo sul blog, ma anche condividendolo sui differenti social network in modo da raggiungere un numero di utenti il più alto possibile.

 

In tutti questi passaggi non dimentichiamoci mai di un aspetto a mio parere fondamentale: è necessario non cadere mai nell’autoreferenzialità, bensì cercare di trovare il giusto equilibrio per far capire che siamo in grado di offrire quello di cui stiamo parlando e probabilmente siamo più bravi degli altri nel farlo.

 

Per questo motivo non terminerò l’articolo con il classico “chiama ora per richiedere un preventivo”… visto che, comunque, i nostri contatti li trovate nel footer! :)

 

Qual è il giorno migliore per postare su Facebook?

Già dal titolo potreste pensare che questo sia l’ennesimo articolo che analizzi i giorni migliori per pubblicare su Facebook… e infatti lo è! A differenza di molti altri articoli che si trovano in rete, però, basa la sua analisi su dati recenti e per questo motivo penso possa essere maggiormente interessante.

 

Come tutti sappiamo, Facebook sta rendendo sempre più difficile raggiungere utenti in maniera “organica” tramite i post che pubblichiamo sulla nostra brand page. Una recente ricerca condotta da Adobe nei primi 4 mesi del 2014 ci mostra che il giorno migliore per pubblicare post sulla brand page è il venerdì.

 

La ricerca di Adobe si è concentrata su circa 226  miliardi di visualizzazioni di post di 300 diverse aziende. Sulle impression totali visualizzate durante una singola settimana il venerdì ha totalizzato il 15,7% subito seguito dal giovedì con il 14,5%.

 

Per quanto riguarda le interazioni da parte degli utenti con i post visualizzati (condivisioni, click, commenti ecc.) il venerdì ha ottenuto un 3,3% seguito dal giovedì con 3,2%. Queste percentuali sono riferite ovviamente a tutti gli utenti che hanno visualizzato i post durante quel determinato giorno.

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Il venerdì non è quindi solo il giorno migliorare per pubblicare un post, ma è anche il giorno che ci dà più garanzie sul fatto che gli utenti interagiscano con quanto abbiamo postato.

 

Va detto che l’analisi è stata effettuata su aziende di grandi dimensioni, ma non è necessariamente detto che sia meno significativa nei risultati.

 

Un altro dato interessante tracciato dalla ricerca riguarda i video e più in generale l’efficacia di avere immagini dentro i nostri post. La nuova caratteristica che ha introdotto l’autoplay sui video postati su Facebook ha alzato il coinvolgimento da parte degli utenti dal 2,4% al 3%. I post puramente testuali continuano a perdere terreno con solo uno 0,6% di utenti che interagiscono, mentre i post con immagini continuano ad essere i più efficaci con un coinvolgimento da parte degli utenti del 4,4%.

 

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Trarre delle conclusioni certe non è cosa semplice, essendo ogni settore e azienda molto diverso tra loro. Il dato certo è che il venerdì ci sono più utenti su Facebook, vuoi perchè il weekend si avvicina o perchè generalmente siamo meno predisposti, quando siamo al lavoro, a concentrarci su nuovi progetti l’ultimo giorno della settimana.

 

Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con questi dati o la vostra esperienza si discosta dall’analisi fatta da Adobe?

credits: time.com

L’importanza di un sito web aggiornato

Spesso capita di leggere un indirizzo di un sito web su qualche cartellone pubblicitario o all’interno di qualche email: quando finalmente ci decidiamo a visitarlo, la prima impressione è quella che conta.

 

Sezione news con articoli vecchi di mesi o addirittura anni, link non più funzionanti o pagine praticamente vuote: sicuramente la maggior parte dei visitatori, arrivata a questo punto, abbandona il sito e prosegue altrove con la sua ricerca.

 

Oggi il sito web, assieme ai Social Network, è uno dei principali canali utilizzati dal potenziale cliente per avere informazioni sul prossimo acquisto o più in generale riguardo ad un determinato prodotto o servizio.

 

Ci sono però ancora molte aziende prive di una presenza online, e questo per noi è come avere appeso all’entrata del proprio negozio un cartello con la parola “Chiuso”. Ci sono inoltre moltissime attività che hanno un sito web non aggiornato, e questo nel visitatore fa nascere il dubbio se quell’azienda esista ancora o sia magari chiusa, fallita o trasferita altrove.

 

Il sito web è la rappresentazione online dell’azienda: per questo motivo non aggiornarlo o non curarlo a sufficienza contribuisce a dare un’immagine per nulla professionale e poco disponibile verso il potenziale cliente. Spesso, parlando con i nostri Clienti, paragoniamo un sito web non aggiornato ad un commesso svogliato, maleducato e poco disponibile a darci le informazioni di cui avremmo bisogno.

 

Oltre ai motivi sopra citati, non bisogna dimenticare che la “freschezza” e la “genuinità” dei contenuti sono un parametro fondamentale anche per i motori di ricerca: un sito web aggiornato frequentemente si posiziona meglio ed ha quindi maggiore visibilità.

 

Lo scopo del sito web deve essere quello di far emergere un brand, un’azienda o un servizio: questo si ottiene in un primo momento dando tutte le risposte che l’utente cerca grazie a contenuti che non siano autoreferenziali, in modo da generare l’iniziale fiducia. Fiducia che sarà necessaria per ottenere, in seguito, la fidelizzazione del cliente; in particolare, il processo di fidelizzazione viene mantenuto proprio con l’aggiornamento continuo dei contenuti facendo sì che l’utente sia invogliato a tornare periodicamente a visitare il sito.

 

Per questo la realizzazione del sito web è solo il punto di partenza, e se non c’è un lavoro continuo sui contenuti, avere un sito web può diventare addirittura controproducente. In quest’ottica la scelta del CMS (Content Management System) è fondamentale e deve coniugare il rispetto dei requisiti tecnici con la semplicità e l’ergonomia, in modo da garantire la giusta libertà e consapevolezza di utilizzo.

 

Non vanno poi dimenticati i social network che contribuiscono, tramite il meccanismo del passaparola, a diffondere il brand online, creando un rapporto con il cliente quasi personale che aumenta la fidelizzazione. Anche in questo caso l’importanza del contenuto è evidente: un post interessante e ben scritto piace e viene diffuso dagli utenti sui social network. Non dimentichiamoci infine che i contenuti condivisi dagli utenti sui Social Network acquistano maggiore credibilità proprio perché non provenienti dal classico sito istituzionale, e quindi non autoreferenziali.

 

Per concludere: la chiave di successo di un buon sito sta nella sinergia che chi lo gestisce riesce a creare utilizzando tutti i canali disponibili, continuando a mantenerlo vivo in modo che l’interesse nei confronti del brand e dei suoi prodotti o servizi sia sempre alto da parte di utenti, clienti e lettori.