Proteggi il tuo sito con https

Dalla prossima versione, la 56 che dovrebbe essere rilasciata entro fine gennaio, Google Chrome inizierà a dichiarare esplicitamente non sicure tutte le pagine web che utilizzino il protocollo http e che contengono:

  • form per l’immissione di password;
  • form per la raccolta dati relativi a carte di credito.

Se gestisci un e-commerce oppure il tuo sito integra delle aree riservate in cui gli utenti accedono inserendo username e password, questo cambiamento ti riguarda direttamente e potresti essere penalizzato.

Richiedici subito una consulenza gratuita sulle azioni che puoi intraprendere per risolvere questo grosso problema:

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Di seguito puoi vedere esattamente in che modo verrà mostrato l’avviso sulle pagine che non utilizzano il protocollo https:

Perché il protocollo https è così importante?

Le pagine dei domini con certificato ssl valido ed attivo (tradotto: le pagine che iniziano con https://), garantiscono che le informazioni inserite nei form vengano criptate prima di essere trasmesse al server. In questo modo, eventuali dati sensibili come password o dati relativi alla propria carta di credito, non possono essere intercettati da altre persone collegate al tuo stesso network.

Se non gestisco un e-commerce o il mio sito non raccoglie dati sensibili come password posso stare tranquillo?

Non proprio, stai solo rimandando il problema. Ricordati infatti che c’è sempre più sensibilità da parte degli utenti verso tematiche legate alla sicurezza e alla privacy mentre si naviga. In quest’ottica, avere il proprio sito in https, dà maggiori garanzie al visitatore e, col passare del tempo, diventerà un fattore influente anche sul posizionamento.

Il prossimo step da parte di Google sarà, ad esempio, rendere non sicure tutte le pagine http navigate in incognito.

Tutte queste azioni si inseriscono quindi in una visione più ampia che vuole contribuire a rendere il web un posto sicuro per gli utenti.

Se siamo riusciti a convincerti e vuoi saperne di più, richiedici ora un parere preliminare gratuito:

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Gmail diventa compatibile con le media queries

Un’occasione da festeggiare per tutti coloro che progettano newsletter o che hanno dovuto mettere le mani al codice sorgente di una email. Google ha annunciato finalmente l’estensione della compatibilità di Gmail alle media queries. L’annuncio è stato pubblicato il 14 settembre scorso nell’Apps Developer Blog di Google. Con un cambiamento simile non possiamo che sperare che Microsoft prenda esempio e decida di aggiornare il sistema di rendering del suo Outlook.

Grafici e web developer hanno cercato a lungo di progettare email per ogni dispositivo disponibile. Specialmente negli ultimi tempi, ovvero da quando più della metà delle letture di email avviene attraverso un dispositivo mobile o un tablet. La progettazione di una email richiede dunque un’ottimizzazione specifica che dipende non solo dai client di posta elettronica utilizzati per la lettura ma anche dalle diverse risoluzioni disponibili tra i dispositivi in commercio. Questa difficoltosa procedura è stata semplificata negli ultimi anni dalla compatibilità con il sistema di media queries.

Ma, a meno che non siate dei web designer, probabilmente non avete la minima idea di che cosa sia una media query e a cosa serva. Qui di seguito vi proponiamo una breve spiegazione riguardo all’argomento che stiamo trattando.

 


Cos’è una media query?

Le media queries sono una componente dei cascading style sheets (o CSS), il linguaggio di programmazione utilizzato per gestire lo stile nei siti web e nelle email. Ad un livello basilare, le media queries servono come condizioni per l’attivazione di determinati stili. Ma come funzionano?

media screen and (max-width: 900px) {
body { background-color: red; }
}

Una media query è composta da una o più media type (es. screen), una o più espressioni (es. max-width:900px), e le regole di stile inserite all’interno delle parentesi. In questo caso stiamo dicendo allo sfondo del nostro sito/email di diventare rosso quando la risoluzione dello schermo è inferiore a 900 pixels.

I media type ci permettono di dichiarare a che tipo di media sono applicate le regole. Quattro sono le opzioni disponibili: all, print (per la stampa), screen (per gli schermi dei dispositivi), speech (per i programmi di lettura).

Le espressioni (assegnate prevalentemente per i dispositivi) invece, servono per poter attivare gli stili in base a specifiche condizioni. Sebbene esistano una miriade di condizioni possibili, per la progettazione di email solitamente ne bastano tre:

  • max- e min-width
  • max- e min-device-width
  • device-pixel-ratio

 

Le media queries ci permettono di costruire e variare i nostri layout in modo fluido e naturale. Google ha dichiarato che questa è solo una delle migliorie in serbo per l’espansione del supporto CSS di Gmail. Non ci resta che aspettare per vedere con i nostri occhi quali saranno le prossime novità dal colosso di Mountain View.

Il servizio dei trasporti di Londra si rinnova

Il carattere tipografico usato su tutti i trasporti di Londra è diventato un’istituzione ma per la prima volta dopo 100 anni subirà un cambiamento. Ideato dalla collaborazione tra TfL (Transport for London) e Monotype, la nuova font sarà una riproposizione del marchio originale progettato da Edward Johnston nel 1916.

Anche se i londinesi passano una gran parte delle loro giornate in metropolitana sarà difficile per loro trovare subito le differenze. Lavorando attraverso i principi del progettista originale, Monotype ha potuto creare un marchio digitale che riesce a richiamare lo stile del suo creatore. Il risultato è Johnston100, di cui potete vedere un esempio qui sotto:

Johnston100

Jon Hunter, responsabile del design di TfL, spiega che la nuova font è stata creata per mantenere l’identità dell’azienda anche sulle nuove piattaforme.

“Data l’importanza che i social media hanno ottenuto, l’hashtags (#) e l’at (@) sono divenuti fondamentali e Johnston non disegnò mai questi caratteri ritenendoli non necessari”

Jon Hunter

 

Nadine Chahine, di Monotype, aggiunge:

Siamo stati in grado di sfruttare il trend attuale dei caratteri light ed eleganti, ma dato che siamo stati in grado di utilizzare le strutture originali, abbiamo mantenuto l’anima di questo carattere tipografico.

I pendolari inizieranno a vedere Johnston100 sui materiali stampati (mappe e posters). Sarà inoltre utilizzato per la segnaletica della nuova linea Elizabeth che aprirà nel 2018.

Johnston100-Segnaletica

Per maggiori informazioni: monotype.com

Trivago: la community e l’algoritmo di valutazione

Per chi ancora non lo sapesse trivago è attualmente il più grande comparatore di prezzi di hotel di tutto il mondo. Nasce nel 2004 a Düsseldorf e nel corso degli anni si caratterizza rivestendo la sua community di estrema importanza: l’obiettivo è quello di garantire contenuti turistici legati ai viaggi di qualità che permettano agli utenti di trovare non solo l’albergo al miglior prezzo ma anche quello più adatto alle loro esigenze.

 

Nei primi anni l’azienda si occupa di lanciare la piattaforma nei vari paesi europei, arrivando nel 2011 alle campagne televisive anche in Brasile e negli Stati Uniti (e sono sicuro che anche quella andata in onda in Italia non è passata inosservata..) : oggi Trivago conta più di 100 dipendenti, la sua piattaforma è disponibile in 24 diversi paesi e le affiliazioni con le principali società di prenotazione online sono più di 100. Tra queste solo per citarne alcune: booking.com, expedia.com, hotels.com, venere.com.

 

Inizialmente il portale offriva informazioni dettagliate e organizzate su città, strutture alberghiere ed attrazioni turistiche e lo faceva grazie alla scansione di molteplici siti di prenotazione alberghiera. In questo modo era possibile, oltre a fornire informazioni complete, mostrare notevoli differenze di prezzo per la medesima stanza nello stesso albergo. Oggi il motore di ricerca di trivago per la prenotazione di hotel è reso possibile soprattutto grazie alla community.

 

L’iscrizione come utente è ovviamente gratuita con l’obiettivo di produrre contenuti originali frutto di esperienze personali realmente vissute all’interno della struttura che si vuole recensire. Lo staff di controllo delle recensioni non è interno a trivago ma è formato dagli utenti esperti che hanno raggiunto un livello avanzato: questi utenti attribuiscono un punteggio al materiale caricato che ne determina la leggittimità ed il valore all’interno del portale.

 

Il punteggio assegnato permette sia l’avanzamento di livello (per diventare utente esperto) sia il calcolo della retribuzione relativa all’utente. Su trivago infatti scrivere recensioni di qualità viene premiato con denaro vero che al raggiungimento di una determinata soglia può essere ritirato dal portafoglio elettronico associato al proprio account.

 

A questo punto entra in gioco l’algoritmo di trivago che crea, analizzando le recensioni ricevute grazie alla community, un indice di gradimento da associare ad una determinata struttura. L’algoritmo analizza la quantità di opinioni presenti sia su trivago che sui portali affiliati: più opinioni equivale a maggiore qualità delle informazioni. Le opinioni scritte direttamente dalla community hanno ovviamente un peso maggiore rispetto a quelle scritte su altri portali grazie al controllo diretto sulla correttezza delle informazioni. Il numero di siti in cui l’hotel è valutato conta in questa misura: ha maggiore peso una struttura con poche recensioni ma distribuite su più siti rispetto ad una struttura con un elevato numero di recensioni concentrate sullo stesso sito.

 

Per impedire infine che una recensione negativa o al contrario troppo positiva influenzi la media, trivago somma sempre il valore della recensione ad un valore considerato di stabilità per quella struttura.

 

Trivago è fortemente orientato all’utilizzatore finale (b2c) perciò ho preferito descrivere, in questo primo articolo, i meccanismi del funzionamento del portale, sperando di farvi capire quanto l’azienda abbia sfruttato in maniera intelligente la community! Per oggi mi fermo qui!

 

Nel prossimo articolo analizzerò gli aspetti che più riguardano gli albergatori..stay tuned!

credits: http://www.slideshare.net/editps/trivago-15793812